Stile di vita

Stile di vita

Porre l'attenzione sull'alimentazione può ridurre e controllare alcuni sintomi delle MICI, tuttavia la dieta non rappresenta né la causa della malattia né ne rappresenta una possibile cura. 


In alcuni casi selezionati, per comprendere come alcuni cibi possano influenzare la malattia è utile redigere un diario dei cibi da evitare. Questo può rivelarsi di notevole importanza in pazienti che hanno una patologia che riduce l’assorbimento intestinale (per esempio pazienti che hanno subito numerosi interventi chirurgici soprattutto nella MC) o che hanno una patologia che riduce il transito intestinale (per esempio nella MC di tipo stenosante) o che hanno diarrea.
 

Avere un diario alimentare aiuta a riconoscere, ridurre ed eliminare quegli alimenti che, quando assunti, favoriscono l'insorgenza dei sintomi. Sebbene la malattia di Crohn e la colite ulcerosa non siano il risultato di allergie alimentari, per controllare i sintomi soprattutto durante i periodi di riacutizzazione della malattia possono essere seguite semplici regole: fare piccoli pasti e frequenti durante la giornata, limitare il consumo di latte e derivati caseari, limitare i pasti abbondanti e ricchi di grassi, ridurre l’introito di cibi con alto contenuto di fibre.

Si sottolinea inoltre che cibi come frutta e verdura fresca, cereali integrali, noci, semi, mais e popcorn possono peggiorare i sintomi soprattutto in pazienti con la MC che presentano una stenosi intestinale.

Poiché le MICI possono interferire con la capacità di assorbire alcune sostanze nutrienti e inoltre la dieta potrebbe essere limitata, l’utilizzo di multivitaminici e minerali è spesso utile.

Nella maggior parte dei casi l'attività fisica può contribuire a una migliore qualità di vita.

Nella malattia di Crohn un fattore che aggrava la patologia collegato allo stile di vita è il fumo di sigaretta, di conseguenza bisogna smettere di fumare. Anche se lo stress non può causare direttamente una malattia infiammatoria intestinale, può però peggiorare i segni ed i sintomi e può innescare le riacutizzazioni della malattia. L’assunzione di antibiotici e di farmaci anti-infiammatori non steroidei va concordato con il gastroenterologo.

 

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