Microbioma intestinale: similitudini tra MICI e depressione

Microbioma intestinale: similitudini tra MICI e depressione

11/11/2019 - 17:49

La relazione tra metabolismo microbico intestinale e salute mentale, così come quella tra MICI e depressione, è un argomento molto intrigante e controverso, che negli ultimi anni ha visto aumentare costantemente il numero di studi a riguardo. Uno dei più recenti, pubblicato su Nature Microbiology, ha mostrato che la stessa composizione microbiotica è riscontrabile in pazienti con una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) e in quelli che riportano i sintomi di una depressione.
A condurre lo studio sono stati i ricercatori dell'Università cattolica di Lovanio, guidati dal professore Jeroen Raes. Raes è un pioniere nello studio del microbioma intestinale (il microbiota intestinale è l’insieme dei microorganismi simbionti che convivono con l’organismo umano nell’intestino, il microbioma è il patrimonio genetico del microbiota) e nel 2012 ha lanciato il Flemish Gut Flora Project nell’ambito del quale ha sequenziato campioni di feci di oltre 3000 volontari sani.

Le alterazioni del microbioma intestinale

Successivamente, il team di Raes si è concentrato nell’individuare alterazioni del microbioma intestinale associate a specifiche patologie - degli “enterotipi”. “Nel corso degli anni, molti gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno tentato di descrivere le alterazioni del microbiota associate con le patologie. Le MICI, in modo particolare, sono un argomento di grande interesse nella ricerca sui microbiomi”, ha spiegato Raes. Lo studio belga, sarebbe diverso tuttavia dagli altri, per lo meno secondo il suo autore, per diverse ragioni, sia per la possibilità di paragonare il microbiota dei pazienti con il database del Flemish Gut Flora Project sia per l’impiego di tecniche per quantificare, oltre alla tipologia di microrganismi presenti anche la loro abbondanza. I ricercatori poi sono stati in grado di correggere i risultati per diversi fattori, tra cui la consistenza delle feci, spesso sintomatici nelle malattie in questione e che possono influenzare il risultato delle analisi del microbioma.

Le conseguenze dell'infiammazione intestinale

Nel loro studio, i ricercatori di Lovanio hanno identificato una configurazione alterata del microbiota presente nei pazienti con livelli più alti di infiammazione intestinale. Si tratta dell’enterotipo B2, caratterizzato da un ridotto numero e da una scarsa diversità di batteri intestinali. In particolare, a non essere presenti in questo enterotipo, sono alcuni specifici batteri che svolgono una funzione antinfiammatoria chiamato Faecalibacterium e di altri batteri dei generi Coprococcus e Dialister. In particolare, mentre questo enterotipo era osservato solo nel 13 per cento dei pazienti sani, i ricercatori lo hanno identificato nel 38 e nel 78 per cento di quelli con colangite sclerosante primitiva (una patologia epatica spesso concomitante con le malattie croniche intestinali) e con una MICI.

L'enterotipo B2

Sembra esserci un’ampia sovrapposizione nelle alterazioni microbiotiche osservate in diversi gruppi di pazienti”, spiega Jeroen Raes. “Noi abbiamo individuato l’enterotipo B2 in circa il 26 per cento di pazienti con una diagnosi di depressione”. Inoltre “Mentre è stato dimostrato che il microbiota intestinale ha un ruolo nello sviluppo della malattia ad esempio, nella colite ulcerosa e nella malattia di Crohn, questo è molto meno chiaro per la depressione, tuttavia esploreremo l'associazione tra l'enterotipo B2 e la depressione in modo più dettagliato negli studi futuri", ha concluso il ricercatore sottolineando che questo risultato parla di una correlazione e non ancora di una causalità.
"A oggi, non possiamo fare previsioni sulla suscettibilità o il rischio di malattia in base all'enterotipo di una persona. Inoltre, gli enterotipi non sono fissi e possono essere modificati, ad esempio, cambiando la dieta. Inoltre, la composizione del microbiota non implica che i batteri intestinali causino effettivamente la malattia: molti fattori personali, di stile di vita e ambientali sono legati a un enterotipo B2".

 

Fonti:
Press Release (Commenti):
A single gut enterotype linked to both inflammatory bowel disease and depression
https://www.eurekalert.org/pub_releases/2019-06/vfi-asg061719.php

Studi:
Vieira-Silva et al. Quantitative microbiome profiling disentangles inflammation- and bile duct obstruction-associated microbiota alterations across IBD/PSC diagnoses, Nature Microbiology 2019 doi: https://doi.org/10.1038/s41564-019-0483-9
Valles Colomer M., et al. The neuroactive potential of the human gut microbiota in quality of life and depression. Nature Microbiology 2019. https://doi.org/10.1038/s41564-018-0337-x