MICI più aggressive quando si è depressi

MICI più aggressive quando si è depressi

06/15/2018 - 08:06

depressione e mici

Cosa comporta uno stato depressivo in un paziente affetto da MICI?

Essere depressi può rendere ancora più aggressive le malattie infiammatorie croniche intestinali, come la malattia di Crohn o la colite ulcerosa.

Lo spiega uno studio effettuato dai ricercatori dell'Università della Carolina del Nord, guidati da Bharati Kochar, e pubblicato dall'American Journal of Gastroenterology, che ha preso in esame 2.798 pazienti colpiti dalla malattia di Crohn, seguiti per una media di 22 mesi e 1.516 pazienti con colite ulcerosa, con un follow up di 24 mesi. Al basale, il 64% dei primi e il 45% degli altri erano in remissione.

Secondo quanto emerso, il 20% delle persone colpite dalla malattia di Crohn ha riferito di essere depresso, mentre si è detto tale il 14% dei pazienti con colite ulcerosa, mentre i risultati del questionario PHQ-8, che ha misurato la depressione delle persone malate, hanno mostrato che il 38% dei pazienti con malattia di Crohn e il 32% di quelli con colite ulcerosa erano in depressione.

Inoltre, una volta corretti i dati ottenuti per sesso, attività patologica e remissione, i malati di malattia di Crohn depressi al basale hanno mostrato rischi maggiori di recidiva, di ospedalizzazione e necessità di un intervento chirurgico. Le persone colpite da colite ulcerosa, depresse al basale, hanno mostrato un rischio molto elevato di ospedalizzazione e di necessità di intervento chirurgico.

Lo Studio

Secondo i ricercatori, nel trarre le conclusioni dello studio, la depressione al basale è associata a un rischio più elevato di malattie infiammatorie croniche intestinali aggressive nel corso del follow-up. Una singola domanda, puntualizzano, non è un metodo preciso per valutare lo stato della depressione e per questo motivo va preso in considerazione l'utilizzo del test PHQ-8 per capire al meglio la situazione del paziente.

“Questo studio si aggiunge alla crescente letteratura che dimostra il valore del modello bio-psico-sociale dell’assistenza medica. Le evidenze sono in aumento in numerosi campi della medicina, anche in quella che si occupa delle malattie infiammatorie croniche intestinali”, ha commentato Judith Scheman, della Cleveland Clinic in Ohio.

“Le variabili psicosociali sono i migliori predittori degli esiti di un trattamento vanno affrontati assieme ai fattori biologici. Esiste – ha continuato - un’associazione diretta tra depressione, ansia e infiammazione e risposta immunitaria. Affrontare questi fattori psicosociali attraverso approcci farmacologici può aiutare a tenere sotto controllo il decorso della malattia”, ha concluso.

A farle eco, Sunanda V. Kane della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota: “La depressione è una parte molto importante da tenere in considerazione quando si valuta un paziente con una malattia infiammatoria cronica”. Mentre per Megan E. Riehl, dell’Università del Michigan, “i medici durante le visite devono essere pronti a esaminare e discutere i sintomi depressivi con chi è affetto da malattie infiammatorie croniche intestinali, consigliando specialisti della salute mentale che possano aiutare a gestire i sintomi emotivi”.

A cura di Paola Perrotta

Fonte

- Kochar B, Barnes EL, Long MD, et al. Depression Is Associated With More Aggressive Inflammatory Bowel Disease. Am. J. Gastroenterol 2017 Nov 14