MICI e dieta: ‘scardinare’ le convinzioni dei pazienti

MICI e dieta: ‘scardinare’ le convinzioni dei pazienti

08/29/2018 - 10:32

mici e dietologiPerchè è necessario ‘scardinare’ le convinzioni spesso errate dei pazienti.

Sappiamo infatti che la percentuale di casi di nutrizione inadeguata o non corretta, nei pazienti colpiti dalle MICI, è molto alta. Ad esempio, le esclusioni indiscriminate di cibo possono portare ad ampie carenze di ferro, calcio e vitamine B12 e D, con conseguenti danni al sistema immunitario e una riduzione dell’efficacia dei trattamenti per la malattia di Crohn e per la colite ulcerosa. Una delle cause della malnutrizione, sottolinea uno studio coreano che ha puntato a chiarire lo stato nutrizionale dei malati delle MICI, è una dieta adattata in base alle esperienze e alle convinzioni personali del malato. Una variabile che, nonostante nel tempo ci siano state modifiche all’alimentazione consigliata dai medici, non è ancora stata presa in considerazione.

La conclusione dello studio sulla relazione tra alimentazione e malattia di Crohn è chiara: sono necessari interventi nutrizionali appropriati, bisogna fornire maggiori informazioni alle persone che ne soffrono così da poter superare le convinzioni sbagliate e indirizzare verso una dieta corretta e che non crei conseguenze sulla qualità della vita e sul decorso della malattia. Secondo gli esperti, quindi, considerando la malnutrizione nei pazienti con malattie infiammatorie intestinali, l'educazione nutrizionale da parte di dietologi esperti è necessaria affinché i pazienti acquisiscano conoscenze correlate alla malattia e portino avanti un'alimentazione bilanciata.

Lo studio

Secondo quanto emerso dallo studio, il tasso di malnutrizione è risultato significativamente più alto nel gruppo che ha escluso maggiori alimenti. Il 59% delle persone che lo componeva aveva carenze dietetiche e ha affermato di aver modificato l’assunzione di cibo in base al proprio ‘credo alimentare’. I cibi ad essere esclusi con maggiore frequenza sono risultati il latte (32,7%), il pesce crudo (24,5%), quello speziato (22,4%) e il ramen (18,4%). Senza questi alimenti, l'assunzione giornaliera media di calcio, vitamina A e zinco è risultata significativamente inferiore.

Anche se i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali tendono a evitare i latticini perché sembrano peggiorare i loro sintomi, non c’è nessuna prova convincente che il latte e i suoi derivati agiscano quali fattori scatenanti delle recidive della malattia. Come non è dimostrato che una dieta a basso contenuto di fibre è superiore a una dieta normale.

A cura di Paola Perrotta

Fonte

- Lim HS, Kim SK, Hong SJ. Food Elimination Diet and Nutritional Deficiency in Patients with Inflammatory Bowel Disease. Clin Nutr Res. 2018; 7 (1): 48-55. doi: 10.7762 / cnr.2018.7.1.48. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5796923/