Malattie infiammatorie croniche intestinali: come gestire ansia e stress

Malattie infiammatorie croniche intestinali: come gestire ansia e stress

06/04/2018 - 08:31

ansia_stress_miciNonostante l’origine delle malattie infiammatorie croniche intestinali sia ancora in parte sconosciuta, è appurato che ansia e stress non scatenano la patologia ma, chiaramente, possono modificare l’esperienza dei pazienti che la vivono.

Ansia e stress: il rischio

Il rischio è che la presenza di questi fattori emotivi possa innescare un circolo vizioso: la loro presenza peggiora i sintomi della patologia e allo stesso tempo il peggioramento delle condizioni scatena maggiore stress nel paziente.

Lo stress è una risposta del corpo a una situazione che richiede una decisione. Quando si è in una condizione stressante, il fisico reagisce rilasciando ormoni utili all’azione, aumentano la frequenza cardiaca e della respirazione e provocando una contrazione dei muscoli.

Sono molti i fattori che generano stress, come la perdita di un parente o di un amico, ma anche situazioni meno gravi come essere in ritardo a un appuntamento di lavoro o sovraccaricati dalle mille incombenze della quotidianità. Non esiste, comunque, solo lo stress “negativo”: c’è anche quello considerato “buono”, cioè facilmente gestibile dal corpo, che dura poco e che ci rende più reattivi.

Piccole scariche di stress buono può aiutare una persona ad essere produttiva, motivata e addirittura ad evitare i pericoli. Tuttavia, un’esposizione prolungata ai fattori di stress può risultare dannosa per la salute mentale e fisica.

L’ansia è invece un’emozione e, come tale, possono portare nelle sue manifestazioni più estreme a sentimenti di panico, preoccupazione e nervosismo. È molto comune e simile allo stress e, quindi, se persiste e diventa eccessiva, anche questa condizione può interferire negativamente con la salute mentale e fisica.

Anche se lo stress e l’ansia sono due condizioni che non possono causare direttamente una malattia infiammatoria intestinale, la loro presenza prolungata può però peggiorare i segni ed i sintomi della malattia e può innescarne le riacutizzazioni.

Come gestire l’ansia e lo stress

Fermo restando che ogni persona è differente e che in presenza di MICI è certamente più difficile rilassarsi, esistono tecniche generali per tentare di ridurre lo stress e permettere di mantenere la calma. Innanzitutto, è importante capire quale possa essere l’approccio più adatto da seguire in base alle proprie attitudini.

In generale praticare un’attività fisica costante può essere di grande aiuto: anche l’esercizio fisico moderato può aiutare a ridurre lo stress, alleviare la depressione e normalizzare la funzione intestinale.

Ci sono poi discipline, che prevedono una maggiore connessione mente-corpo e includono tecniche di meditazione, come lo Yoga o il Tai Chi, ad esempio, che possono aiutare. Oppure l’ipnoterapia.

Anche abitudini come la lettura di libri o l’ascolto di registrazioni studiate potrebbero essere utili per ridurre lo stress.

Un altro metodo che può contribuire a rilassarsi è quello del controllo del diaframma durante la respirazione. Seguendo questa tecnica, è possibile ottenere risultati interessanti: oltre a contribuire all’abbassamento del numero di ormoni dello stress, vengono ridotte la frequenza cardiaca e la pressione del sangue, c’è una migliore ossigenazione del sangue, diminuisce la tensione muscolare: il corpo si rilasserà - cosa non da sottovalutare - senza l’ausilio di farmaci e senza spesa.

 

Respirare con il diaframma

Per imparare a respirare attraverso il diaframma è necessario sedersi o sdraiarsi comodamente e posizionare due mani, una sul petto e una sull’addome. Effettuando profondi respiri con il naso, della durata di circa quattro secondi, la mano sul petto dovrà rimanere ferma, mentre quella più in basso dovrà essere l’unica a muoversi. Una volta sentito espandere l’addome, il respiro dovrà essere trattenuto per un paio di secondi. Poi, in circa sei secondi, l’aria andrà buttata fuori dalla bocca, con un movimento lento e costante.

Con sedute che possono variare dai 5 ai 15 minuti, questo tipo di respirazione nel tempo potrà diventare un ottimo strumento per rilassarsi.

 

Il rilassamento muscolare

Accanto alla respirazione tramite diaframma, è possibile aggiungere esercizi che rilassano la tensione dei muscoli. Quando si è sotto stress, la tensione del corpo peggiora le condizioni psicologiche e può generare dolore. Lavorando sui gruppi muscolari un po’ per volta sarà invece possibile rilasciare questa tensione e rilassarsi.

Anche in questo caso sarà necessario sedersi o sdraiarsi, assumendo la posizione più comoda possibile. Partendo dalle mani, per poi passare alle braccia, alle gambe, al collo, basterà tendere il singolo gruppo di muscoli per una decina di secondi per poi rilassarlo per almeno il doppio. Man mano che si procederà, si avvertirà una sensazione piacevole di calore che salirà lungo il corpo, segno che i muscoli si stanno rilassando.

A cura di Paola Perrotta

Fonti: