Malattia di Crohn: il futuro della medicina personalizzata

Malattia di Crohn: il futuro della medicina personalizzata

09/29/2021 - 11:33

Da tempo si parla di medicina personalizzata nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Con questo termine si indica la possibilità permessa dalla medicina del presente e del futuro di individuare percorsi terapeutici specificamente adattati a ciascun paziente. Ogni malattia, e così vale anche per la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, presenta infatti caratteristiche specifiche in ogni soggetto colpito: questo spiega perché in alcuni pazienti alcune terapie hanno un ottimo effetto mentre in altri meno. Proprio nella malattia di Crohn in particolare da tempo si sta tentando di individuare i fattori che spiegano il motivo per cui la sua evoluzione può essere molto diversa da paziente a paziente, anche a parità di sintomatologia e di caratteristiche macroscopiche. Questo spiegherebbe perché anche il livello di aggressività della malattia di Crohn vari enormemente da soggetto a soggetto.

 

Biomarcatori e genetica

Poter identificare fin da subito i pazienti con una malattia di Crohn più aggressiva consentirebbe un approccio terapeutico più efficace nel prevenire complicanze a lungo termine ed esiti sfavorevoli. È stato infatti dimostrato che tanto più le terapie sono introdotte precocemente, quanto migliori sono i risultati. Per raggiungere questi obiettivi sono allo studio possibili biomarcatori in grado di predire l'evoluzione della patologia: diverse caratteristiche cliniche sono state associate alla risposta o alla non-risposta di alcuni farmaci oggi in uso, tuttavia nessuna di queste si è finora dimostrata sufficientemente attendibile. Alcuni studi hanno inoltre cercato di individuare caratteristiche genetiche responsabili della maggiore o minore risposta dei singoli pazienti alle terapie. Nonostante siano state individuate più di 240 varianti geniche responsabili di un maggior rischio di sviluppare la patologia, nessuno al momento è ancora utile nella pratica clinica.

 

I nuovi test e gli studi sul microbiota

Alcune novità interessanti, però, ci sono. Diverse ricerche sembrano aprire la possibilità di utilizzare test che, sulla base di alcuni valori ematici, possono consentire di valutare l'efficacia di alcuni farmaci prima del loro utilizzo discriminando così tra i pazienti che hanno maggiori speranze di successo nel loro utilizzo dagli altri. Non solo: questi test potrebbero forse, in un prossimo futuro, permettere di ottimizzare il percorso terapeutico consentendo di impostare dosi e tempistiche di somministrazione adatte a ciascuno. Sono anche interessanti gli studi sul microbiota intestinale: anche la flora batterica intestinale dei pazienti con malattia di Crohn potrebbe funzionare da predittore circa l'evoluzione della malattia, la risposta alla terapie farmacologiche e il rischio di recidiva nel momento in cui la terapia dovesse essere sospesa.

 

Le attuali indagini di laboratorio

Per il momento, la diagnosi di malattia di Crohn può comunque fare affidamento ad alcuni test di laboratorio. Si tratta di esami del sangue e delle feci che non costituiscono dei marker specifici, ma che possono orientare la diagnosi verso una MICI, successivamente da confermare o escludere con la colonscopia e le biopsie multiple. Tra questi c'è la proteina C reattiva (Pcr), rilevata nel sangue, in grado di individuare uno stato infiammatorio in corso anche se non necessariamente a livello intestinale. Il dosaggio della calprotectina fecale, rilevata nelle feci, può segnalare invece uno stato infiammatorio intestinale riconducibile a una malattia infiammatoria cronica intestinale, anche se non specificamente alla malattia di Crohn.

 

 

 

Fonti

Armuzzi A et al, "Verso la medicina personalizzata nella malattia di Crohn. La ricerca di nuovi biomarcatori per una terapia 'patient-tailored'", Informamici, Amici Onlus, n.37, aprile 2021

He JS et al, "Serum biomarkers of fibrostenotic Crohn's disease: Where are we now?" J Dig Dis. 2020 Jun;21(6):336-341. doi: 10.1111/1751-2980.12913. PMID: 32496631.

Linares-Pineda TM et al, "Pharmacogenetic biomarkers of response in Crohn's disease". Pharmacogenomics J. 2018 Jan;18(1):1-13. doi: 10.1038/tpj.2017.27. Epub 2017 Jun 20. PMID: 28631723.

"Morbo di Crohn, scoperto nuovo biomarcatore per ottimizzare la cura", AboutPharma, https://www.aboutpharma.com/blog/2020/10/09/morbo-di-crohn-scoperto-a-pi...

Pagnini C et al, "Elevated C-Reactive Protein in Asymptomatic Crohn's Disease Patients: Listen to the Sound of Silence", Inflammatory Bowel Diseases, Volume 23, Issue 3, 1 March 2017, Page E13, doi: 10.1097/MIB.0000000000001030

Tontini GE et al, "Differential diagnosis in inflammatory bowel disease colitis: State of the art and future perspectives", World J Gastroenterol. 2015 Jan 7; 21(1): 21–46, Published online 2015 Jan 7. doi: 10.3748/wjg.v21.i1.21