Malattia di Crohn: un aiuto per individuarla dall’epigenetica

Malattia di Crohn: un aiuto per individuarla dall’epigenetica

06/07/2019 - 12:13

I numeri delle malattie infiammatorie intestinali croniche (Mici) sono importanti: parliamo di almeno 150 mila persone affette in Italia e 16 milioni negli Stati Uniti, di cui circa il 30-40% affetto da malattia di Crohn. Va da sé che gli studiosi di tutto il mondo siano sempre alla ricerca di nuovi metodi di diagnosi precoce per intervenire in tempo e in maniera più efficace nei confronti di queste malattie croniche. Anche perché la malattia si presenta prevalentemente in età giovanile, intorno ai 20-30 anni, più raramente nella terza età (65 anni), ma non sono pochi i casi anche nei bambini e negli adolescenti.

I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico del Cincinnati in Ohio negli USA, in uno studio pubblicato sulla rivista JCI Insights hanno individuato alterazioni epigenetiche nelle cellule di pazienti che sembrerebbero prevedere il rischio di una futura infiammazione della malattia di Crohn.

 

Cos’è l’epigenetica

L’epigenetica è lo studio delle modificazioni esterne al DNA che non intervengono direttamente sulla sequenza del gene, ma sulla sua struttura. Nel caso delle Mici, l'infiammazione, secondo lo studio, potrebbe essere innescata da microbi nell'intestino che attiverebbero una reazione epigenetica rendendo le persone inclini alla malattia.

“Questo studio suggerisce che il microbioma innesca cambiamenti epigenetici che potrebbero rendere alcuni individui più inclini all'infiammazione intestinale”, ha detto la ricercatrice dello studio Theresa Alenghat. “Il microbioma di ogni persona è guidato dalla genetica, ma anche da fattori ambientali esterni, come il cibo che mangiamo e l’ambiente in cui viviamo.”

Lo studio è stato condotto su cellule epiteliali intestinali donate da pazienti con Mici di nuova diagnosi prima del trattamento e in modelli murini. Il lavoro fornisce ulteriori informazioni sull'importanza del microbiota del corpo - la raccolta di tutti i microbi (batteri, funghi e virus) che vivono nel nostro intestino. Molti studi scientifici hanno mostrato importanti legami tra il microbiota intestinale e le malattie infiammatorie croniche.

I ricercatori dell’Ohio hanno affermato che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio come funzionano questi percorsi durante l'esordio della malattia infiammatoria intestinale. Le future attività di ricerca riguarderanno il lavoro su topi, campioni di pazienti e organoidi intestinali umani - tessuti umani miniaturizzati generati in laboratorio utilizzando cellule staminali derivate da cellule di pazienti. Questi passaggi dovrebbero consentire ai ricercatori di scoprire i diversi processi biologici che guidano le alterazioni genetiche.

Fonti

Kelly D, Kotliar M, Woo V, et al. Microbiota-sensitive epigenetic signature predicts inflammation in Crohn’s disease. JCI Insight, 2018; 3 (18) DOI: 10.1172/jci.insight.122104

https://insight.jci.org/articles/view/122104

https://insight.jci.org/articles/view/122104/version/1/pdf/render.pdf