L'intervento chirurgico previene le recidive?

L'intervento chirurgico previene le recidive?

09/17/2021 - 10:47

In molti casi i pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) devono sottoporsi a interventi chirurgici. Molti di loro si chiedono se l'intervento che dovranno affrontare sarà risolutivo e se cioè sarà in grado di eradicare la patologia o quantomeno di prevenire le recidive. Non esiste però una risposta univoca, specie perché la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa hanno un diverso andamento e perché le ragioni che portano a dover ricorrere alla chirurgia sono diverse.

 

Quando serve l'intervento nella rettocolite ulcerosa

Nella rettocolite ulcerosa, il tratto intestinale interessato dalla malattia è costituito esclusivamente dal colon e dal retto. Nella maggior parte dei pazienti la patologia viene tenuta sotto controllo dalla terapia medica. L'intervento chirurgico può essere necessario in alcuni casi:

- megacolon tossico: si tratta di una dilatazione improvvisa e progressiva del colon legata a un intenso stato infiammatorio che richiede pertanto un intervento urgente per evitare perforazioni intestinali;

- presenza di sintomi invalidanti con un decadimento importante della qualità di vita;

- presenza di lesioni tumorali o pretumorali che richiedono l'intervento a scopo preventivo.

 

Rettocolite ulcerosa: tipologie di intervento

In questi casi gli interventi possibili sono diversi. In urgenza viene eseguita generalmente una colectomia totale, cioè l'asportazione del colon, a esclusione del retto con successivo confezionamento di una ileostomia che consente di abboccare l'ultima parte dell'intestino tenue all'addome, dove viene predisposta una sacca per la raccolta delle feci. Quando invece l'intervento non è urgente, è possibile asportare il colon e il retto per poi confezionare, in un secondo tempo, una pouch: si tratta di un retto artificiale ricostruito modificando l'ultimo tratto di ileo. Queste procedure chirurgiche, oggi eseguibili anche in videolaparoscopia, hanno un vantaggio: dal momento che la rettocolite ulcerosa colpisce esclusivamente colon e retto, la loro rimozione totale consente di fatto una guarigione definitiva dalla patologia.

 

Malattia di Crohn: tipologie di intervento

Discorso diverso per la malattia di Crohn: questa infatti può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all'ano. Ciò significa che in questa patologia gli interventi chirurgici non ne consentiranno mai l'eradicazione definitiva. In linea generale, nella malattia di Crohn il ricorso alla chirurgia è più frequente rispetto alla rettocolite ulcerosa. Anche in questa patologia però sono sempre più spesso eseguiti in videolaparoscopia. L'intervento più tipico è la resezione ileocecale, ovvero l'asportazione dell'ultimo tratto dell'intestino tenue e della prima parte del cieco, necessaria in presenza di stenosi ileali. Quest'ultima è infatti la complicanza più frequente in questa patologia. Con questo intervento si asporta il tratto colpito e si esegue un'anastomosi per ricollegare tra loro i monconi di intestino. In alcuni casi di stenosi è possibile optare per una stritturoplastica, ovvero una modifica del tratto malato che ne consenta la ripresa della funzione evitandone l'asportazione. Qualora invece la malattia si manifesti a livello del colon, e la terapia farmacologica non mostri efficacia, può talvolta essere necessaria l'asportazione di una parte oppure dell'intero colon. Inoltre la malattia di Crohn può causare complicanze a livello anale, come fistole e ascessi, per i quali possono essere indicati specifici interventi chirurgici. Altre tipologie di intervento possono essere necessarie nei rari casi di localizzazione della malattia a livello del duodeno o dello stomaco.

 

Nel Crohn la chirurgia non previene le recidive

In ogni caso, a differenza della rettocolite ulcerosa, tutti questi interventi nella malattia di Crohn non sono mai risolutivi: sono infatti frequenti le recidive postanastomotiche, ovvero successive alla resezione, e principalmente localizzate a ridosso del tratto intestinale rimosso. Naturalmente i progressi farmacologici e nelle tecniche chirurgiche consentono oggi maggiori margini di controllo nella progressione della malattia con un sempre minore ricorso alla sala operatoria e con un impatto minore sulla qualità di vita.

 

 

 

Fonti

"Colite ulcerosa, cosa dicono le nuove linee guida americane?", PharmaStar, https://www.pharmastar.it/news/gastro/colite-ulcerosa-nuove-linee-guida-...

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Spinelli A, Malattie dell’intestino, farmaci biologici e bisturi, Istituto Clinico Humanitas, https://www.humanitas.it/news/malattie-dellintestino-terapie-biologiche-...

Spinelli A, Trattamento chirurgico delle malattie infiammatorie croniche intestinali, Amici Onlus, https://amiciitalia.eu/sites/default/files/Chirurgia%20Spinelli%20e%20CM...

Surgery for Crohn’s Disease, Crohn's and Colitis Foundation, https://www.crohnscolitisfoundation.org/what-is-crohns-disease/treatment...

Surgery for Inflammatory Bowel Disease in Adults, NYU Langone Health, https://nyulangone.org/conditions/inflammatory-bowel-disease-in-adults/t...

Surgery for Ulcerative Colitis, Crohn's and Colitis Foundation, https://www.crohnscolitisfoundation.org/what-is-ulcerative-colitis/surgery