Le infezioni intestinali nei pazienti con rettocolite ulcerosa

Le infezioni intestinali nei pazienti con rettocolite ulcerosa

05/25/2022 - 14:36

I pazienti affetti da rettocolite ulcerosa mostrano un rischio maggiore di contrarre alcune infezioni intestinali e di subirne alcune conseguenze potenzialmente gravi. Queste possono infatti complicare il quadro clinico richiedendo terapie mediche che vanno ad aggiungersi a quelle già prescritte per controllare la patologia. Pertanto di fronte a sintomi sospetti occorre una diagnosi tempestiva e una terapia idonea da iniziare il prima possibile.

 

L'infezione da Clostridium difficile

Tra le infezioni intestinali che possono più facilmente sopraggiungere e causare danni importanti ai pazienti con rettocolite ulcerosa c'è sicuramente quella da Clostridium difficile: si tratta di un batterio anaerobio, Gram-positivo, estremamente pericoloso. Normalmente presente nella flora intestinale di chiunque, nel caso in cui prenda il sopravvento sulle altre specie batteriche presenti nel colon può causare sintomi gravi che si manifestano con diarrea acquosa (da tre scariche al giorno in su, per due o più giorni), febbre, perdita di appetito, nausea e dolori addominali.

 

Le complicanze delle infezioni intestinali

L'incidenza dell'infezione da Clostridium difficile è molto più elevata nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali: circa il 10 per cento di rischio di contrarla nel corso della vita e maggiori possibilità, rispetto ai soggetti sani, che questa si ripresenti altre volte. I dati epidemiologici mostrano infatti che l’incidenza di infezione da Clostridium nei pazienti con MICI è tre volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Peraltro i pazienti con rettocolite ulcerosa, a maggior rischio rispetto a quelli affetti da malattia di Crohn, sperimentano mediamente più complicanze una volta infettati. Alcune di queste possono portare addirittura alla colectomia, cioè l'asportazione del colon. La più alta probabilità di contrarre l'infezione da Clostridium nei pazienti con MICI sembra essere legata allo stato infiammatorio e alla disbiosi intestinale tipica di questi pazienti. Alcuni studi ipotizzano che questo batterio possa inoltre essere tra le cause scatenanti delle MICI, insieme ad altri fattori ambientali e genetici. 

 

Il Citomegalovirus nella rettocolite ulcerosa

Un altro patogeno pericoloso per i pazienti con rettocolite ulcerosa (e anche per quelli con malattia di Crohn) è il Citomegalovirus: la maggiore incidenza di infezione prodotta da questo virus nei pazienti con MICI sembra essere legata tanto allo stato infiammatorio della mucosa quanto ad alcune terapie farmacologiche. In ogni caso le complicanze da Citomegalovirus non sono molto frequenti, nei pazienti con MICI. Alcuni fattori però sono collegati a un aumentato rischio di gravi complicanze: l'età avanzata, il sesso maschile, la presenza di comorbilità quali diabete e insufficienza renale e bassi livelli di albumina nel sangue. Anche in questo caso alcune complicanze possono portare alla necessità di una colectomia.

 

Prevenzione, prima di tutto

A prescindere dall'agente patogeno, i pazienti con MICI e in particolare rettocolite ulcerosa dovrebbero fare particolare attenzione ad alcune norme di prevenzione. Una buona igiene delle mani prima di mangiare è ad esempio fondamentale, soprattutto perché alcuni patogeni (come il Clostridium difficile) sono presenti nelle feci. Per lo stesso motivo chi ha una MICI deve prestare molta attenzione quando si reca all'estero, specie dove le acque possono essere contaminate: importante quindi berla solo da bottiglie sigillate.

 

Alimentazione: attenzione ai parassiti

Attenzione ovviamente anche all'alimentazione: il cibo può infatti essere veicolo di questi patogeni ma anche di parassiti, altrettanto pericolosi per chi ha la rettocolite ulcerosa. Meglio ridurre la quantità di alimenti crudi, come il pesce e i carpacci di carne, della cui conservazione e preparazione è comunque necessario essere assolutamente certi. Le parassitosi sono infatti tra i pericoli maggiori quando mangiamo pesce crudo: la maggiore insidia è rappresentata da Anisakis, noto parassita che può diffondersi nel pesce poco o per nulla cotto. 

 

Fonti

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