Incidenza delle MICI in crescita nei Paesi in via di sviluppo

Incidenza delle MICI in crescita nei Paesi in via di sviluppo

06/15/2018 - 08:57

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Lo studio pubblicato su Lancet, effettuato in collaborazione tra le Università di Birmingham, l'Università canadese di Calgary e quella cinese di Hong Kong, è considerato il più completo sull'epidemiologia globale delle malattie infiammatorie intestinali.

I risultati non solo hanno indicato la crescita dell'incidenza, ma hanno posto l'accento sulla necessità di individuare i fattori di rischio ambientali nel corso del processo di industrializzazione, così da prevenire la malattia e migliorare i modelli sanitari, innovando l'assistenza, oggi molto complessa e costosa.

Lo studio ha rivisto 147 ricerche internazionali che hanno riportato l'incidenza o la prevalenza delle due principali malattie, il malattia di Crohn e la colite ulcerosa, dal 1990 al 2016.

“A cavallo del 21esimo secolo, le MICI sono diventate una malattia globale che ha accelerato la sua presenza nei Paesi di recente industrializzazione, in quelle società diventate nel tempo più occidentalizzate. È avvenuto maggiormente in Africa, in Asia, in Medio Oriente e in Sud America, con valori che ricalcano l'incidenza di queste malattie infiammatorie nel mondo occidentale nella seconda metà del 20esimo secolo”, ha spiegato uno dei ricercatori, Subrata Ghosh.

L'incidenza delle MICI nei Paesi occidentali

C'è anche un altro aspetto molto importante emerso dalla ricerca, come ha sottolineato il dottor Gilaad Kaplan: “Lo studio ha mostrato come l'incidenza delle MICI si sia stabilizzata nei Paesi occidentali e in alcune aree sia anche diminuita. In Nord America, Australia e nella maggior parte dei paesi dell'Europa si attesta allo 0,3%. Questo valore così alto sarà una sfida per i medici e per chi si occupa delle politiche sanitarie nel fornire cure di qualità ed economicamente efficienti ai pazienti delle malattie infiammatorie croniche intestinali”.

“Il rapido aumento dell'incidenza in molti Paesi, specialmente nei bambini, suggerisce una forte influenza ambientale – ha concluso il dottor Siew-Chien Ng - all'interno di una popolazione geneticamente suscettibile. Il picco nell'incidenza di questa malattia non è probabilmente emerso nei Paesi di recente industrializzazione, e questo significa che dovranno preparare le loro infrastrutture cliniche e il personale per gestire quella che è una malattia complessa e costosa da trattare”.

A cura di Paola Perrotta

Fonti

- Siew C Ng, Hai Yun Shi, Nima Hamidi, et al. Worldwide incidence and prevalence of inflammatory bowel disease in the 21st century: a systematic review of population-based studies. Lancet 2017; 390 (10114): p2769–2778. DOI: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(17)32448-0  

- Study highlights the need for research into prevention of inflammatory bowel disease https://www.birmingham.ac.uk/news/latest/2017/12/prevention-for-inflamma.... University of Birmingham, press release.