Il ruolo del nutrizionista nei pazienti con MICI

Il ruolo del nutrizionista nei pazienti con MICI

04/12/2022 - 12:01

 

La causa delle malattie infiammatorie croniche intestinali sembra legata a una disregolazione del sistema immunitario che, per ragioni non note, attacca le pareti intestinali causando infiammazione e, a cascata, tutti i sintomi che i pazienti conoscono bene. Fino a qualche tempo fa si riteneva che l'alimentazione avesse ben poco a che fare con l'insorgenza della Malattia di Crohn o della Rettocolite Ulcerosa. Al contrario di quanto accade per la sindrome dell'intestino irritabile, nelle MICI non è infatti possibile individuare una dieta che consenta di bloccare la progressione della malattia.

 

La dieta per controllare la sintomatologia

Se quest'ultimo punto è sicuramente vero, va però detto che oggi è sempre più chiaro come una corretta alimentazione possa da un lato contenere la sintomatologia in fase attiva e dall'altro contribuire a ridurre lo stato infiammatorio. Per questa ragione il nutrizionista è sempre più una figura chiave nella gestione di queste patologie: può affiancare i pazienti in fase di attività di malattia, ma anche in remissione con lo scopo di ridurre alcuni sintomi che possono permanere anche quando la Malattia di Crohn  o la Rettocolite Ulcerosa sono quiescenti.

 

No alle diete fai-da-te

Un errore da evitare è infatti quello di seguire diete autoimposte, magari trovate in rete e prive di fondamento scientifico, oppure di privarci di alimenti che riteniamo dannosi per l'intestino senza esserci confrontati con il gastroenterologo o il nutrizionista. Un'indagine condotta dal centro EngageMinds HUB dell'Università Cattolica di Milano in collaborazione con Amici Onlus, l'associazione dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali, ha rilevato ad esempio come 6 pazienti con Malattia di Crohn su 10 dichiarino che la loro attenzione all'alimentazione è aumentata dall’esordio della malattia. Tuttavia studi recenti hanno anche sottolineato come una grossa porzione di pazienti con MICI non abbia in realtà competenze adeguate a individuare i giusti alimenti per stare meglio.

 

L'importanza del nutrizionista esperto di MICI

Un regime alimentare di supporto alla terapia delle MICI non può essere improvvisato: deve essere cucito su misura in funzione dello stato di malattia del paziente, di eventuali interventi chirurgici a cui è stato sottoposto e, naturalmente, dei gusti personali. Per questo è fondamentale affidarsi a nutrizionisti esperti di MICI che collaborino con i reparti dedicati alla terapia delle due patologie. Nel corso della visita, il nutrizionista raccoglierà informazioni sulla patologia e sulla sintomatologia. Inoltre valuterà gli ultimi esami di laboratorio per farsi un'idea della condizione di salute generale e per individuare eventuali carenze alimentari. In alcuni casi potrà prescrivere ulteriori esami, oppure test per accertare eventuali intolleranze.

Si ricorda infine che per dubbi o domande i nostri esperti sono a disposizione direttamente dal nostro portale.

 

No alimenti industriali, sì Omega3

In linea molto generale, il nutrizionista proporrà un piano dietetico equilibrato e completo che preveda prima di tutto l'eliminazione dei cibi industriali: è noto infatti come la cosiddetta "dieta occidentale” - caratterizzata dal consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, carboidrati raffinati, additivi e conservanti - conduca a una modificazione della composizione del microbiota intestinale. Questo però è fondamentale per mantenere l’equilibrio dei processi antinfiammatori e immunomodulatori. Una dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, arricchita di acidi grassi Omega3 e a basso contenuto di Omega6, è associata invece a un rischio ridotto di sviluppare la Malattia di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa ma utile anche a chi ha già ricevuto la diagnosi. È importante inoltre ridurre gli alimenti che possono aumentare la sintomatologia incrementando lo stato infiammatorio: ad esempio in fase attiva può essere utile evitare un eccesso di fibre, in particolare quelle integrali. Accanto a tutto ciò, una buona idratazione e un' attività fisica commisurata alle condizioni di salute generale sono consigliate.

 

Fonti

6 giovani su 10 con malattia di Crohn desiderano vivere appieno la propria vita sociale, Comunicato stampa CrohnViviamo, EngageMindsHub, Amici onlus, 14 maggio 2021

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