Ecografia delle anse e risonanza magnetica: cosa vedono?

Ecografia delle anse e risonanza magnetica: cosa vedono?

05/12/2020 - 11:58

I pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche dell'intestino (MICI) necessitano, in fase di diagnosi e di follow-up, di un frequente monitoraggio dello stato di salute dell'intestino e dell'intera cavità addominale. L'esame fondamentale per valutare la condizione della mucosa intestinale, in particolare di quella del colon e dell'ultimo tratto dell'ileo, è certamente la colonscopia. Tuttavia altre indagini sono utili durante il percorso terapeutico del paziente.

Due metodiche sono particolarmente importanti e oggi sempre più impiegate:

- l'ecografia dell'addome con studio delle anse intestinali;

- la risonanza magnetica addominale, o entero-RM, eseguibile con o senza liquido di contrasto.

Questi due esami hanno progressivamente sostituito il clisma opaco a doppio contrasto, metodologia più complessa e poco pratica per il paziente, peraltro basata sull'uso di radiazioni ionizzanti (raggi X).

In cosa consiste l'ecografia delle anse intestinali

L'ecografia delle anse intestinali è una metodologia sempre più diffusa in quanto semplice, ripetibile, sicura ed economica: tutto ciò la rende uno strumento particolarmente ideale nei bambini. Uno studio del 2008 sull'utilità di questo esame nella diagnosi delle MICI ha rilevato valori di accuratezza sostanzialmente paragonabili a quelli della risonanza magnetica e di altre metodologie. Questa metodologia è particolarmente indicata nei pazienti con malattia di Crohn che presentano un interessamento dell'intestino tenue, non visibile con la colonscopia.

Cosa vede il medico durante l'ecografia delle anse

Durante un'ecografia dell'addome con studio delle anse intestinali il medico, per mezzo di una specifica sonda collegata all'ecografo, ricerca ispessimenti o dilatazioni delle anse intestinali e ne valuta la motilità. L’esame non richiede una particolare preparazione, salvo il digiuno nelle sei ore precedenti. Inoltre è opportuno presentarsi con la vescica piena.

L'ecografia dell'addome con studio delle anse non è invece indicata nel caso si sospetti la presenza di polipi: se molto piccoli, non sono infatti visibili dallo strumento. In questo caso l'esame indicato è la colonscopia che ne consente, tra l'altro, l'immediata asportazione con conseguente biopsia.

Nelle MICI l'ecografia può essere impiegata anche per valutare eventuali complicanze perianali, come le fistole, frequenti nella malattia di Crohn: in questo caso si parla di ecografia trans-perineale.

La risonanza magnetica nelle MICI: come funziona

La risonanza magnetica all'addome, o entero-RM, è un esame estremamente preciso in grado di valutare nel dettaglio la conformazione dell'interno intestino, non solamente dall'interno come capita con la colonscopia. Si tratta di una normale risonanza magnetica condotta sull'intero addome che può avvalersi anche di un metodo di contrasto: al paziente viene cioè somministrato un farmaco per vena prima dell'inizio dell'esame. In questo caso, il giorno fissato per la risonanza dovrà presentarsi con i risultati di specifici esami precedentemente prescritti, necessari a valutare la corretta funzionalità renale.

Con una entero-RM è possibile apprezzare l'intero intestino, ma anche le strutture che stanno attorno: per questa ragione è particolarmente utile nella diagnosi e controllo della malattia di Crohn, che può coinvolgere anche l'intestino tenue con possibili complicanze quali restringimenti di tratti intestinali (stenosi), raccolte di liquidi fuori dall'intestino (ascessi) e fistole. Lo svantaggio della risonanza magnetica è invece legato ai costi e al fastidio che alcuni pazienti possono sperimentare a causa dell'immobilità protratta all'interno del tunnel della macchina.

 

Fonti

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