È ORA DI DIRE «FATTI PIÙ IN LÀ» ALLE MICI

È ORA DI DIRE «FATTI PIÙ IN LÀ» ALLE MICI

11/18/2020 - 09:12

mici-2020-fattipiuinlaQuando un ingombrante terzo incomodo si intrufola nella quotidianità: guarda il video di sensibilizzazione su Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa con protagonista Rudy Zerbi.

Parte sulle pagine Facebook e Instagram di MICI360, la campagna social “Fatti più in là – Allontaniamo insieme Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa” con protagonista Rudy Zerbi, in collaborazione con A.M.I.C.I. Onlus e IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Diseases) e promossa da Janssen Italia per favorire l’informazione e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle Malattie Croniche dell’Intestino (MICI), ma soprattutto sulle sfide quotidiane e le emozioni che i pazienti si trovano a dover fronteggiare.

LA CAMPAGNA

Chi ha la MC o la CU deve fare i conti con un ingombrante TERZO INCOMODO. Un pensiero costante, una presenza indesiderata che - anche nei periodi di remissione - s’intrufola prepotentemente nella vita di tutti i giorni e disturba ogni situazione, alterandone la normalità, alimentando ansia e imbarazzo: dalla riunione con il cliente a una cena romantica, da un viaggio di lavoro a un party con gli amici. 

La campagna ha come protagonista l’irriverente Rudy Zerbi, nei panni della Colite Ulcerosa, che disturba ogni occasione di vita quotidiana, attirando l’attenzione su una delle due Malattie Croniche dell’Intestino – entrambe ancora poco conosciute – ma che rappresentano un terzo incomodo per tantissimi italiani. 

Il video di presentazione di “Fatti più in là – Allontaniamo insieme Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa” e le video-pillole che seguiranno faranno emergere il contrasto tra desiderio di vita normale e gestione della malattia, con un velo di ironia per far capire allo spettatore le difficoltà che i pazienti vivono, anche strappando un sorriso.


LE MICI

Due malattie simili, ma diverse, con un comune denominatore: appartengono ad un gruppo di patologie definite Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) e costringono chi ne soffre a doversi destreggiare tra continui alti e bassi. La Malattia di Crohn (MC) e la Colite ulcerosa (CU) si presentano infatti con sintomi similari, nonostante i tratti dell’apparato gastrointestinale coinvolti siano differenti: la Colite Ulcerosa si presenta con tracce di sangue nelle feci e coinvolge principalmente l’ileo distale e il colon, mentre la Malattia di Crohn è caratterizzata da un tipico mal di pancia ed è circoscritta al colon-retto.

Sono entrambe croniche, ciò significa che chi ne soffre alterna fasi di remissione anche prolungate, caratterizzate da un relativo benessere, a periodi di riacutizzazione, che compromettono il normale svolgimento della vita.

Le cause di insorgenza delle MICI sono ancora da scoprire. Ciò che sappiamo è che sono malattie che presentano alla base un'alterazione di fattori genetici, immunologici, ambientali e infettivi.

Oggi, però, MC e CU, grazie ai progressi terapeutici, sono sempre più gestibili: le fasi acute possono essere tenute lontane e per un periodo sempre più lungo (lasting remission), con importanti benefici fisiologici e psicologici per i pazienti.

IL SUPPORTO DELLE ASSOCIAZIONI

Il nome della campagna «Fatti più in là» fornisce ai pazienti una promessa forte: oggi le MICI possono essere allontanate, il prima possibile, con le informazioni corrette, con il supporto dei clinici, le soluzioni terapeutiche a disposizioni e la vicinanza delle associazioni pazienti, che aiutano le persone a capire come si possa portare avanti una vita normale.

I PROGRESSI TERAPEUTICI

In prima linea nel trattamento delle Malattie Croniche dell’Intestino, Janssen Italia si impegna nell’area terapeutica fornendo soluzioni per i pazienti nel lungo termine, migliorandone così la qualità di vita. Insieme ad A.M.I.C.I. Onlus e Ig-IBD, Janssen ha l’obiettivo di far conoscere agli Italiani la realtà delle MICI e il loro impatto sulla vita, supportando i pazienti in un percorso di empowerment e di convivenza consapevole con la malattia.

Creare una connessione ironica, ma emozionale, con chi soffre di MC o CU attraverso una storia che interessi non solo i pazienti o i caregivers, ma anche coloro che non conoscono le due malattie. È il primo passo per creare una maggiore consapevolezza sul tema delle MICI e far sentire meno soli coloro che ne soffrono.

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