Ascessi criptici: cosa sono?

Ascessi criptici: cosa sono?

05/31/2021 - 12:40

Gli ascessi criptici sono manifestazioni tipiche - frequentemente riscontrate al momento della diagnosi - delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), ovvero malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa. Con questo termine si indica un ascesso, ovvero una raccolta di pus conseguente alla presenza di uno stato infiammatorio acuto, che si viene a creare a livello delle cripte di Lieberkühn, ghiandole interne alla mucosa dell'intestino tenue e dell'intestino crasso. L'infiammazione che è alla base delle patologie le può infatti coinvolgere causando criptite, condizione che può degenerare fino appunto alla formazione di ascessi.

 

Come si rilevano gli ascessi criptici

La presenza di uno o più ascessi criptici è frequentemente rilevata al momento della diagnosi di una MICI in occasione delle biopsie intestinali, ottenute per mezzo di prelievi di minuscoli frammenti di mucosa intestinale durante la colonscopia. Nella rettocolite ulcerosa la patologia colpisce, come noto, esclusivamente il grande intestino (o intestino crasso) mentre nella malattia di Crohn può essere coinvolto qualsiasi tratto del tubo digerente, e quindi anche l'intestino tenue, con particolare riferimento alla sua ultima parte detta ileo terminale. Per questo nella rettocolite ulcerosa gli ascessi criptici possono presentarsi solo nel grande intestino mentre nella malattia di Crohn possono essere individuate anche nell'intestino tenue. Pertanto in presenza della seconda patologia è spesso necessario effettuare biopsie anche dell'ultima ansa ileale.

 

La valutazione anatomopatologica

Nel corso della colonscopia, di fronte a un sospetto di malattia di Crohn, il medico endoscopista tenta quindi di eseguire una manovra che gli consente di esplorare anche l'ultimo tratto dell'ileo. Per farlo, con la punta dell'endoscopio forza la valvola ileocecale, collocata tra cieco e ileo: se possibile (talvolta la muscolatura impedisce l'accesso), il gastroenterologo può esaminare questa porzione e prelevare un campione di tessuto. Sottoposti a valutazione anatomopatologica, i frammenti prelevati consentono non solamente la diagnosi di una MICI ma anche la corretta distinzione tra malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa.

 

Le differenze tra malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa

Sappiamo infatti che le due patologie si differenziano sul piano clinico (possono essere diversi i sintomi), su quello endoscopico (l'aspetto della mucosa intestinale visibile durante la colonscopia) ma anche su quello anatomopatologico. Proprio gli ascessi criptici possono presentarsi in entrambe le patologie ma in modo diverso: nella malattia di Crohn questi possono comparire tanto nell'ileo quanto nel colon e progrediscono spesso a formare piccole ulcere analoghe ad afte accompagnate da granulomi, cioè formazioni prodotte da una reazione immunitaria. Nella rettocolite ulcerosa sono invece presenti solo nel grande intestino dove però sono assenti i granulomi. In questa patologia è invece rilevabile un'infiammazione che colpisce le cripte dando origine a critptite e ad ascessi che portano a una distorsione della tipica struttura delle cripte.

 

Cosa implicano per il paziente?

Va precisato però che la presenza di ascessi criptici non è altro che uno dei tanti segni che il medico anatomopatologo impiega per diagnosticare le MICI a livello del tessuto intestinale. Da un punto di vista clinico, infatti, la presenza di ascessi non modifica notevolmente l'approccio terapeutico e non rappresenta elemento di particolare interesse per il paziente. Tuttavia l'efficacia delle terapie nel corso del tempo potrà certamente essere valutata anche in funzione delle modificazioni delle cripte di Lieberkühn e dell'andamento degli ascessi.

 

 

 

Fonti

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