L’ansia influenza gli esiti nei pazienti con MICI

L’ansia influenza gli esiti nei pazienti con MICI

03/05/2020 - 16:24

Oltre a dover gestire ogni giorno la loro malattia infiammatoria cronica intestinale, i pazienti con malattia di Crohn o rettocolite ulcerosa devono spesso fare i conti con comorbilità come ansia e depressione. Queste due tuttavia, non hanno lo stesso effetto su chi ne soffre. Mentre i pazienti con depressione riportano generalmente una qualità della vita peggiore, uno studio della McMaster University di Hamilton, in Canada, ha mostrato che i pazienti con ansia hanno avuto esiti peggiori correlati alla malattia infiammatoria intestinale.

“I pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) hanno tassi più elevati di ansia e depressione rispetto alla popolazione generale ", ha spiegato Neeraj Narula, coautore dello studio. Partendo da questo presupposto, i ricercatori hanno quindi cercato di determinare se i pazienti con malattie infiammatorie intestinali che riportano ansia e/o depressione hanno anche una maggior probabilità di peggiori outcome rispetto ai pazienti con MICI ma che non presentano queste comorbilità.

Nel loro studio, i ricercatori hanno chiesto a 414 pazienti di compilare dei questionari al momento della loro prima visita. Hanno poi selezionato un certo numero di variabili cliniche (gravità della malattia, ospedalizzazione legata alle MICI, visite al pronto soccorso, ansia e depressione, etc) per stabilire se questi stessi potevano essere presi in considerazione come fattori predittivi di outcome negativi. Dei pazienti che hanno completato il questionario, 125 presentavano ansia e/o depressione al momento della prima visita.

Secondo i risultati dello studio, gravità della malattia alla prima visita, interventi chirurgici correlati alle MICI, durata più lunga dei follow-up e livelli elevati di proteina C-reattiva sono tutti fattori che si sono dimostrati predittivi di esiti negativi. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che anche livelli anormali di ansia erano correlati, in quei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali che li riportavano, con esiti peggiori. Non hanno invece trovato alcuna relazione tra esiti negativi e depressione.

"Sono necessari ulteriori studi per determinare se il trattamento mirato dell'ansia in questo gruppo di pazienti possa portare a miglioramenti anche per quanto riguarda gli esiti delle malattie infiammatorie intestinali", ha concluso Narula.

 

Fonte:

Narula N, Pinto-Sanchez MI, et al.

Anxiety But Not Depression Predicts Poor Outcomes in Inflammatory Bowel Disease Inflammatory Bowel Diseases, izy385, https://doi.org/10.1093/ibd/izy385