Alimentazione consigliata per le MICI? Quella personalizzata

Alimentazione consigliata per le MICI? Quella personalizzata

03/09/2020 - 14:38

Molti pazienti si chiedeno quale sia l’alimentazione consigliata per le MICI. A oggi non vi è alcuna prova scientifica che indichi con chiarezza che una determinata alimentazione provochi una malattia infiammatoria cronica intestinale o che, al contrario, possa curare da una di queste malattie.

Quindi non è possibile indicare un tipo di alimentazione adatta a tutti i pazienti con MICI. Anzi la letteratura in proposito è spesso discorde e contraddittoria e anche gli specialisti non sempre si trovano d'accordo su cosa consigliare. Il dibattito dunque è molto aperto.

L’alimentazione migliore è quella che funziona per il singolo paziente e può essere individuata partendo da uno dei regimi maggiormente indagati e che si sono rivelati nel tempo quelli che meno contribuiscono a scatenare fasi di riacutizzazione (che però dipendono da molti altri fattori). Si può procedere registrando su un diario alimentare quali alimenti sembrano non innescare l’infiammazione o addirittura portare sollievo e quali al contrario risultano molto infiammatori e vanno evitati.

Regimi alimentari consigliati

Alcuni dei regimi alimentari presi in considerazione come punti di partenza per questo lavoro di personalizzazione e studiati in letteratura sono la dieta mediterranea, la dieta vegetariana e le cosiddette diete a esclusione, come quella senza glutine e quelle che eliminano specifici tipi di carboidrati.

Quale cominciare a seguire per mettere a punto una dieta ad personam va stabilito con il medico. La cosa più importante è tenere conto che spesso il cattivo assorbimento dei cibi legato alle malattie croniche intestinali può portare a una perdita di peso e una carenza di micro e macronutrienti (ferro, minerali, vitamina B12, vitamina d) che vanno controllate e compensate.

Soprattutto nelle fasi di riacutizzazione della malattia è comunque bene confrontarsi con il medico e rimanere aderenti ad un’alimentazione composta da quegli alimenti che si sono dimostrati innocui se non benefici per il singolo paziente.

Diete basate su alimenti vegetali:

Dieta Mediterranea

Seguire un’alimentazione che si basa sulla dieta mediterranea vuol dire consumare per lo più frutta e verdura e alimenti ricchi di acidi grassi mono e polinsaturi come l’olio di oliva e il pesce. In questo tipo di alimentazione sono previsti anche latticini a scarso contenuto di grassi, l’uso di spezie e un moderato consumo di pollame, uova, formaggio e yogurt. Estremamente limitato è invece il consumo di carne rossa.

Tra i vantaggi della dieta mediterranea, alcuni dei quali individuati in uno studio della University of British Columbia, accanto alla presenza di frutta e verdura vi è proprio questo ridotto consumo di carne rossa. Secondo alcune ricerche, in pazienti con una malattia in fase di remissione, l’aderenza ad una dieta mediterranea sembra migliorare la qualità della vita, ridurre i livelli di proteina C-reattiva, un marcatore di infiammazione, e normalizzare il microbioma.

Tuttavia, a causa dell’elevata quantità di fibre (pasta e riso integrali e diversi tipi di frutta e verdura), può non essere adatta ai pazienti durante le fasi di riacutizzazione della malattia.

Dieta semi-vegetariana

La dieta semivegetariana si potrebbe quasi considerare una variazione “ancora più verde” della dieta mediterranea. Gli alimenti previsti sono simili e hanno anche qui la funzione di mantenere un sano ed equilibrato microbiota intestinale, prevenendo la disbiosi.

La dieta semivegetariana è stata messa a punto qualche anno fa in Giappone e provata per due anni su 22 pazienti in un ormai famoso studio. Secondo lo studio, questo tipo di remissione si sarebbe dimostrata efficace nel prevenire o per lo meno nel ritardare le fasi di ricaduta. Per dieta semi-vegetariana o SVD (semi-vegetarian diet) si intende un regime alimentare per lo più a base di:

  • frutta e verdura;
  • cereali;
  • riso integrale;
  • uova;
  • latticini.

Il pesce è consentito una volta alla settimana e la carne una ogni due settimane.

L’obiettivo di questa alimentazione è l’incremento di batteri benefici nell’intestino. Ancora oggi la dieta semivegetariana è particolarmente studiata e raccomandata in Giappone.

Diete a eliminazione

Dieta dei Carboidrati Specifici (DCS)

È uno dei regimi alimentari più studiati in relazione alle patologie gastrointestinali. La dieta dei carboidrati specifici (in inglese, specific carbohydrate diet - SCD) elimina il consumo di specifici zuccheri (in particolare saccarosio e lattosio), di cereali e di alcune fibre, di tutti gli alimenti raffinati e confezionati, di soia e di alcuni vegetali come patate e mais.

Secondo alcune ricerche anche questo tipo di alimentazione sembrerebbe migliorare i sintomi, diminuire l’infiammazione e aumentare la diversità del microbioma intestinale. Si tratta tuttavia di un regime che può portare a una carenza di vitamine B, D ed E. Di conseguenza andrebbe eventualmente seguita sotto controllo medico, integrata e personalizzata secondo le necessità del paziente.

Dieta Low FODMAP

La dieta Low FODMAP (Fermentable, Oligo-, Di-, Monosaccharides And Polyols) è simile alla DCS poiché anche questa elimina alcuni specifici carboidrati. È meno restrittiva e si concentra, come dice il nome, sulla riduzione del consumo di un gruppo di zuccheri.

Questi sono gli zuccheri ad alto potere fermentativo come il fruttosio, il saccarosio, il sorbitolo, il manitano, i fruttani (che si trovano nell’aglio, nei porri, nei carciofi e nel grano) e i galatto-oligosaccaridi (in lenticchie, ceci e piselli). Questa alimentazione tuttavia non è raccomandata durante una fase di riacutizzazione o per lunghi periodi di tempo.

Del resto non è disegnata per essere seguita a lungo termine e prevede infatti anche una fase di reinserimento di alcuni alimenti. Può, invece, essere presa in considerazione in presenza di disturbi funzionali, sempre dietro indicazione medica.

Dieta senza glutine

Chi segue questo tipo di alimentazione è più che altro chi soffre di celiachia e quindi deve evitare alimenti contenenti glutine: grano, orzo e prodotti alimentari a base di segale. Sebbene in alcuni casi sia stata osservata una riduzione dei sintomi, al momento non vi sono significative evidenze scientifiche che dimostrino che questa alimentazione riduce l’infiammazione. Secondo alcuni, il sollievo dei sintomi potrebbe essere dovuto al fatto che alcuni degli alimenti che contengono glutine contengono anche fruttani che sono tra gli zuccheri FODMAP di cui abbiamo parlato prima.

Per riassumere, sebbene siano molti i regimi alimentari in studio, attualmente non vi è una singola dieta che possa essere raccomandata per tutti i pazienti con MICI. Tuttavia vi sono delle caratteristiche comuni a tutti quei tipi di alimentazione che sembrano portare dei benefici, come sottolinea, in un editoriale dedicato all'alimentazione, Rotem Sigall-Boneh, la direttrice del dipartimento della European Crohn's and Colitis 'Organization. In primo luogo prevedono tutti la riduzione - se non l’eliminazione -  del consumo di alimenti raffinati e industrializzati; poi invece non escludono, al contrario, raccomandano un consistente consumo di frutta e verdura in assenza di malattie ostruttive.

 

Fonti:

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